sabato 31 gennaio 2026

Prima che la macchina arrivi

Prima di pensare di comprare una macchina va deciso lo spazio da destinarle, un po' come quando arriva un figlio, ci si guarda intorno  e va deciso lo spazio. Per lavorare comodi si  avrà bisogno diciamo di 2 metri di lunghezza e un metro e mezzo di larghezza più una sedia, niente sgabelli che basta poco per prendere una postura scorretta e farsi male alla schiena.

Si farà lanuggine lavorando, anche se lavori il cotone, nell'aria finiranno particelle di filato che andranno a depositarsi liberamente dove decidono loro, quindi questo va preso in considerazione.

Ho sentito dirmi da tanta gente che hanno chiuso le macchine perchè sporcavano, quindi con attenzione si cerca un posto adatto, possibilmente illuminato bene o comprare una buona lampada che illumini la zona macchina.

Va deciso anche che posto avrà nel quotidiano se la usiamo tutti i giorni o saltuariamente ogni tanto, anche quello incide, se la usiamo quotidianamente dobbiamo trovare l'angolo giusto che non dia fastidio a chi vive con noi e ci permetta di lasciare il lavoro sospeso sulla macchina senza correre rischi, cani e gatti si abituano e io mai avuto problemi con un pezzo sulla macchina lasciato incustodito in presenza di animali.

Dove appoggiare la macchina?

Un volta era facile, con le macchine venivano venduti anche i sostegni appositi, cavalletti in metallo, fantastici, poi venne la moda dei cassoni le macchine potevano scomparire dentro e poi riapparivano all'occorenza, li ho entrambi ma mentre il cavalletto o piattaforma come la chiamavano allora resta il migliore in assoluto, il mobile che faceva scomparire la macchina non l'ho trovato mai utile ma ognuno ha le sue esigenze ma va deciso prima perche' l'ingombro del sostegno macchina non è da sottovalutare.

La soluzione di un tavolo costruito a misura da cm 40-45 di larghezza per un metro e mezzo di lunghezza, bello robusto ( deve tenere due fronture ) e stabile lo trovo sempre la soluzione migliore ma ogni supporto adatto alle proprie esigenze va  benissimo.

Le macchine si fermano al supporto con dei morsetti in dotazione, una sola frontura va bene ogni tipo di supporto, con 2 fronture serve stabile e robusto.

Sembro esagerata?  Per esperienza posso confermare che le decisioni prese prima di comprare la macchina decideranno il futuro insieme.

Quindi uno spazio apposito se vogliamo usarla, magari inserire sotto al mobile dei feltrini che attuiscono il rumore, non che sia tantissimo ma c'e' rumore e si abitiamo in un palazzo condominiale meglio evitare rumori molesti.

Se vi ho incuriosito cerchiamo la macchina che ci piace in www.creazioni-or.it molti modelli in video ma alla fine quella che si sceglie diventa la nostra macchina, la migliore in assoluto e sempre per esperienza diretta.

Un sorriso! OR   https://www.creazioni-or.it/







martedì 20 gennaio 2026

Moda e macchina

 Io il piacere di investire sui vestiti nelle vetrine non ce l'ho mai avuto,  la necessità ma non le frivolezze, gli abiti comprati per un'occasione speciale  con l'ottica di poterli utilizzare anche nel quotidiano.

Io il benessere economico quello delle frivolezze non l'ho mai conosciuto, c'era sempre una necessità prima di me e a 27 anni, la macchina ha permesso di vestirmi come volevo io, non è stato nè facile nè semplice ma alla base c'era il bisogno di libertà di sfidarmi con un manuale in mano e tante riviste di maglia.

Ho impiegato tanto tempo prima di indossare qualcosa fatto da me ma ci sono riuscita e non mi sono più fermata.

Secondo me serve un buon motivo di partenza ma soprattutto la capacità di non mollare agli inizi, quindi il motivo deve essere valido ma una volta che hai trovato il coraggio di comprarti una macchina , scopri presto se la sfida la vincerai.

Negli anni ho capito, parlando con tante persone, che una macchina si compra o si rimette in funzione per le motivazioni più diverse ma più ti accosti con umiltà e più vai avanti.

Devi avere una buona molla di partenza poi tutto è possibile.

La macchina se la guardi come un tuo prolungamento, qualcosa che può farti scoprire parti di te che non conosci, per me è stata dover scoprire la pazienza.

In teoria una macchina è un mezzo veloce per fare, in pratica se sbagli una mossa diventa davvero la tela del ragno in cui ti impigli e devi uscirne.

Fare, disfare, sono i primi due verbi che ho imparato, ma poi tenendo duro ho conosciuto autostima e gioia nel fare, anche se si sbaglia sempre, basta un piccolo imprevisto tecnico, una distrazione, e zacchete ci vuole la pazienza di riparare l'errore o di ricominciare.

Se non molli però conoscerai davvero parti nascoste di te che nemmeno uno piscologo analista tirerebbe fuori.

Quando ti alzi la mattina e c'è una macchina che ti aspetta, per me la vita ha avuto sempre un altro sapore fra servizi e doveri, la mia mente fuggiva nell'isola che non c'è come chiamo io lo spazio in cui creo anche mentre lavo pavimenti o preparo pranzi e cene e questo aiuta non poco qualunque sia lo stress del quotidiano. Le migliori creazioni mentre stiravo per 6 persone, 4 bambini e due adulti tanto per dire se uno come scusa con se stesso per non fare sia "non ho tempo".

La mia macchina è stata per anni la mia salvezza mentale e fisica e per questo la racconto perchè devo tanto alla macchina, nella speranza che altri siano contenti come me dell'esperienza.

Un sorriso!  OR










sabato 17 gennaio 2026

I punti in comune

 Fondamentalmente, con qualche variante, le 3 marche classiche artigianali  hanno in dotazione lo stesso tipo di lavorazione di punti con scheda o di disegni nell'elettronica.

Se osserviamo il carrello della prima frontura  che sia con una ghiera con simboli come su Emisal o tasti da premere su Brother e Toyota, di base hanno 3 grandi temi ( che possono dare luogo a infiniti punti e tantissime varianti) ovvero:

Punti passati o saltati 

Punti gettati o ripresi

Jacquard a due colori

In alcune marche e modelli abbiamo anche il tasto  lace per la lavorazione a punto pizzo , disegni realizzati con il sistema di un filato finissimo e uno più grande che danno luogo a disegni con una leggera trasparenza .

I punti passati si ottengono mediante scheda apposita  posizionando come comando i tasti denominati Part su Brother,  Slip su macchine Empisal, Silver reed etc, Empty su Toyota.

I punti gettati o ripresi  si ottengono mediante apposite schede posionando i tasti Tuck su Brother e Toyota , sulle macchine empisal a seconda della marca si gira la ghiera sulla posizione T.

Lo jacquard utilizza due filati uno nel tendifilo A e uno nel tendifilo B dell'abbassatore della prima frontura e devono essere posizionati su due tendifili diversi, spesso meglio dello stesso spessore.

Lo jacquard realizzato in prima frontura ha sempre i fili lenti nel retro del lavoro si ovvia a questo inconveniente spesso utilizzando schede che non abbiano più di 4 - 5 fori integri fra quelli bucati questo consente un tratto di filato più breve nel retro del lavoro e un capo più indossabile comodamente senza impigliarsi nei fili.  Una buona stiratura a rovescio con   pezza di cotone umida aiuta a stendere bene il punto, lo fissiamo e i fili ( tranne se non è cotone che resta sempre rigido) tendono a restare più attaccati al lavoro ma ovviamente richiede molta attenzione quando va indossato.

Abbiamo poi punti particolare come il punto pizzo (lace), filato più spesso di base e filato sottilissimo in tinta di contrasto, beccafilo B.

Altro punto che tutte le macchine fanno è il punto tessuto ovvero con le apposite schede un filato medio di base e uno spesso almeno un 4 capi sport o simile otteniamo lavorazioni che possiamo gestire come vogliamo, anche tagliare come fossero un normale tessuto di stoffa.

Come ripeto da anni, non importa che macchina possediamo ma quanto siamo disposti a renderla una possibilità di esprimere la nostra fantasia. 

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giovedì 15 gennaio 2026

Macchine a scheda

 Indipendentemente dalla marca  e dal modello le macchine con lettore scheda utilizzano tutte lo stesso sistema di punti di base, con alcune varianti ma nei punti base sono strutturate tutte allo stesso modo.

Tutte hanno un lettore scheda in cui si inseriscono schede a 24 aghi che vanno chiuse con delle clip in plastica  nei fori predisposti sulla scheda e che permettono una volta in movimento di ripetere il disegno sequenziale per la lunghezza necessaria.

Tutte le macchine leggono la scheda dal centro del letto degli aghi ovvero lo 0 ( zero) posizionato sulla barra in plastica sotto gli aghi che con la sua numerazione permette il posizionamento del numero degli aghi durante la lavorazione.

I 24 aghi vengono letti 12 a destra e 12 a sinistra dello zero poi ripetono sia a destra che a sinistra il disegno centrale (informazione fondamentale che tornerà utile quando si vorranno fare lavorazioni particolari).

Normalmente si attiva il lettore scheda da sinistra del letto degli aghi  ma per farlo dobbiamo selezionare, come da manuale della propria macchina, il sistema che nelle Macchine Brother tutte anche nelle elettroniche si ottiene girando la grande manopola sulla posizione KC mentre su macchine Empisal si portano verso l'alto le due levette laterali, su Toyota interviene il tasto C.  Cambia il sistema ma non la funzione di selezione aghi che nelle macchine Brother è evidente perchè gli aghi vengono portati in avanti e si può notare bene la posizione degli aghi, meno in macchine Empisal perchè l'ago resta nella posizione di base.  

Le schede a 24 aghi sono utilizzabili ( con qualche eccezione riferita a punti particolari prettamente di una macchina che spiegherò in seguito) su tutte le marche con lettore a 24 aghi.

Possiamo dire che le 3 grandi marche, Brother, Empisal e Toyota sono identiche nell'uso della scheda a 24 aghi. Un sorriso! OR https://www.creazioni-or.it/


La finezza di una macchina

Per finezza di una macchina si intende quanti aghi ci sono in un pollice, misura standard internazionale.

Se prendiamo un righello e misuriamo quanti aghi ci sono in un pollice, circa 2,5 cm e li contiamo abbiamo risolto l'arcano, possono essere mediamente 5 nelle macchine con un letto di aghi da 200 o 3 nelle macchine con aghi più grossi fra i 100 e i 110, oppure 7 nelle macchine oltre i 200 aghi e questo determina lo spessore del filo che lavorano e anche quindi lo spessore del telo finito.

Macchine a  passo 5  è la definizione che si usa per indicare  la maggior parte di macchine che hanno 5 aghi in due centimetri e mezzo e lavorano filati medi e hanno 200 aghi .

Macchine a passo 3 è la definizione che si usa per indicare le macchine che hanno 3 aghi  in due centimetri e mezzo lavorano filati grossi dalle lane sport 4 capi a crescere. 

Macchine a passo 7 (piuttosto rare)  con oltre 200 aghi il numero preciso è determinato dalla marca e dalla lunghezza della macchina ma sempre 7 aghi in due centimetri e mezzo ha e lavora filati più fini di una passo 5.

Sapere la finezza aiuta nella scelta dell'acquisto dei filati anche se poi la fibra che compone il filato può riservarci sorprese nella riuscita del lavoro.

Se possediamo quindi una macchina con 200 aghi è una passo 5 e lavora filati medi ( sui filati e titoli ne parlo in seguito) e lo sono quasi tutte le artigianali di qualsiasi marca, più vendute nei decenni.

Mi ripeto ma conoscere la propria macchina in tutte le sue caratteristiche rende il lavoro più semplice e fa parte del bagaglio che fa la differenza fra riuscire e abbandonare la macchina.

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mercoledì 14 gennaio 2026

Marca e modello

Marca e modello di una macchina

Le macchine vanno suddivise prima per marca e poi della stessa marca il tipo di modello.

Le Macchine che usiamo oggi usate o nuove appartengono alla categoria artigianali, ovvero nascono per essere usate in casa senza troppi ingombri ( un pò di ingombro c'è come ho scritto nel post delle domande con risposta) ma ovviamente non ingombrano come una macchina industriale.

Sono macchine complete in grado con due letti di aghi di lavorare teli di circa 55-60 cm di larghezze su lunghezze invece illimitate. Possiamo avere in entrambi i casi, un solo letto di aghi o due letti di aghi, modelli indossabili, ovviamente i due letti di aghi permettono di lavorare anche bordi a coste con aghi alternati o con tutti gli aghi quindi maggiormente professionale il lavoro anche se è sempre la prima frontura a "comandare" realmente il tutto nelle lavorazioni a scheda.

La marca maggiormente importata in Italia negli anni 90, era la marca Brother, importata dalla Defendy, mentre importatori come Femac fornirono macchine tipo Empisal Knitmaster o Silver Red (macchine quasi identiche con piccole differenze di lavorazione) ed infine fra le grandi marche di allora c'e' la Toyota, meno conosciuta almeno in pubblicità televisiva, diciamo che per quello che mi riguarda nel centro Italia dominava per rivenditori e pubblicità televisiva sulle prime reti regionali la Brother e per me fu quello l'acquisto di partenza.

Ogni marca, quindi Brother, Empisal ( alla fine scomparsi i rivenditori rimase il nome della macchina a fare da guida) Toyota, sono macchine nate sotto la stessa marca ma il boom era enorme qualche decennio fa e i costruttori modificarono, migliorarono, alle volte secondo il mio modesto parere peggiorarono anche la qualità creando un modello dietro l'altro e non in anni ma anche di 6 mesi in 6 mesi.

La Brother è la marca con tanti modelli di macchina sia a scheda che senza, fino ad arrivare alle macchine elettroniche con disegni inseriti in memoria ma anche Empisal ha seguito lo stesso percorso (sono anche le uniche macchine che si trovano nuove oggi), mentre Toyota piano piano è scomparsa almeno in buona parte nel nostro paese .

Buona cosa, quando si acquista una macchina, controllare on line l'anno di fabbricazione del modello per rendersi conto per ogni marca se è stata una delle ultime macchine fabbricate oppure una delle prime ed essenziale se è dotata di schede o meno e che tipo di schede in base alle nostre necessità.

Gli anni 90 furono quello del maggior sviluppo della produzione di macchine artigianali tanto che Brother nel 2000 smise di produrle per saturazione di mercato e inizò la chiusura dei rivenditori. Iniziò  anche la difficoltà per noi utenti a recepire pezzi di  ricambio o accessori. Scomparvero anche i  laboratori tecnici che oltre a riparare macchine  vendevano anche l'usato. Sembrava la fine di un'epoca ma poi internet diede una mano a chi voleva far continuare e a mostrare un'arte e piano piano il mercato, anche se quasi esclusivamente dell'usato,  riprese vita. Un  grazie a chi iniziò a parlarne nel  web ( il mio fu il primo sito e canale italiano nonche' gruppi sui social). Uniti nel mondo di internet  nel parlarne si aprirono nuove forme commerciali,  tornarono venditori di filati  soprattutto on line, nuovi tecnici più o meno preparati (all'inizio ero molto più preparata io di qualcuno di loro) e le macchine ripresero vita per la seconda volta. 

In www.creazioni-or.it nella voce di menu dedicata alle macchine potete trovare le classiche artigianali di cui parlo nell'articolo.  Un sorriso! OR https://www.creazioni-or.it/





 

I primi dubbi

 Domande e risposte iniziali sulle macchine


Immaginiamo che davvero ci si avvicini al mondo della maglia a macchina e non saperne molto ma essere incuriositi dall'argomento e avere un sacco di domande a cui desiderare una risposta.

Inizio il nostro viaggio proprio ponendo e rispondendo a quelle stesse domande che mi sono sorte quando la mia prima macchina mi strizzava l'occhio da una vetrina di un rivenditore Brother e che mai avrei pensato di comprare veramente. (Mai dire mai!)

D - Chissà se è facile da usare ?

R - Se per guidare una macchina si va a scuola guida, si studia sia la teoria che la pratica , la macchina della maglieria non fa eccezione, serve camminare sia con la teoria che con la pratica, vanno sempre di pari passo, prima la teoria riguarda la macchina poi la costruzione di modelli, la pratica a macchina è veloce nella misura dell'applicazione che una persona desidera fare per raggiungere l'obbiettivo.

D- Ma quanto spazio mi occuperà in casa?

R - Le macchine artigianali le dobbiamo dividere in due modi per lo spazio occupato, solo una frontura (il corpo macchina senza altri accessori) e a due fronture ovvero due letti di aghi, prima frontura più doppia frontura perchè cambia anche lo spazio che necessita ma se calcoliamo un tavolo da un metro e venti, circa 120 cm di lunghezza per una profondità di 40 cm ma solido e stabile va bene per ogni marca di macchina.  Meglio un posto fisso che togliere e rimettere la macchina, non si userà mai . Se vogliamo imparare ad usarla deve essere disponibile sempre.  (Primo quesito da risolvere se si ha disposizione tale spazio in un posto in cui aggiungere una sedia comoda per lavorare).

D - Meglio il nuovo o l'usato?

R - Partiamo dal presupposto che molte marche sono fuori produzione dagli anni 2000, ovvio il nuovo  è pronto ad essere usato subito, unico neo l'alto costo anche solo di una prima frontura e il non sapere se siamo agli inizi se veramente siamo portati ad usarla con relativa svalutazione appena comprata, quindi io ho sempre (tranne la prima macchina) comprato macchine usate (durano una vita sono molto più longeve dell'essere umano).

I prezzi dell'usato, anche se aumentati tanto negli ultimi anni, con un minimo di buon senso nella scelta del sito e del venditore restano un ottimo investimento che si può rivendere tranquillamente al prezzo pagato senza svalutazione come per il nuovo. 


D - Meglio l'usato o l'usato revisionato?

R - Per usato intendo trovare una macchina in vendita e prenderla così come viene venduta diciamo vista e piaciuta mentre un usato revisionato vuol dire che la macchina è stata controllata ed in grado di lavorare in tutte le sue funzioni cosa che in un usato da inserzione non possiamo esserne sicuri tranne se non si acquista direttamente dal venditore che la prova per noi se non siamo in grado di usarla. Nell'usato siamo costretti ad intervenire noi personalmente se qualcosa va cambiato o portato da un tecnico affidabile ma diciamo nella gran parte dell'usato basta una ripulita, ingrassare i carrelli, ripulire dalla lanuggine. Quando affronterò la pulizia della macchina inserisco i video inerenti o consultabili sul mio sito.


D - Quale marca è la migliore fra tutte?

R - Non esiste una marca migliore e io ho sperimentato a lungo per curiosità e aiuto agli altri molte marche, tutte valide, ognuna con le sue caratteristiche, nel prossimo post vi inserisco quelle di cui ho maggiore esperienza.


Parole, tante ma alla fine come la trovo una macchina della maglieria mi verrebbe da aggiungere, siti on line, basta fare una ricerca, se invece vogliamo un usato revisionato appoggiarsi ai maggiori venditori italiani o anche all'estero ( accertarsi dei costi di spedizione in entrambi i casi).

Il mio consiglio, se non avete paura di sporcarvi le mani, prendete un usato da un venditore che mostri e mandi foto aggiuntive spiegando bene non solo la marca ma anche il modello  , spieghi quali accessori ha, se è funzionante e poi quando arriva si affronta il problema di prepararla per iniziare la conoscenza.

La macchina è una sfida personale, se sentiamo la voglia e la forza di farlo, non vi tradirà mai come supporto al buon umore ( anche quando vi farà arrabbiare perchè voi penserete che è lei che non funziona, mentre nei primi mesi siete voi che non avete ancora la capacità di entrare in sintonia con la macchina, ovvio rotture evidenti a parte!).

Continuate a seguire i post, piano piano vi racconto e vi guido in tutti gli ambiti della maglia a macchina per chi ha interessi diversi www.creazioni-or.it . Un sorriso OR https://www.creazioni-or.it/











 


 

Presentazione del blog




Chi mi conosce nel mondo della maglia a macchina sa che mi occupo, per passione e nessun altro scopo commerciale, a condividere  le informazioni che acquisisco con il solo scopo di rendere più comprensibile un'arte affascinante ma non di facile esecuzione.

Da anni ho creato un sito ( in cui condivido le mie esperienze e con video e immagini mostro come fare) ma sono arrivata al punto di pensare che sia tempo di fare un racconto unico della maglia a macchina, sequenziale e di approfondimento per cui ho dato il via a questa esperienza che racconterà in modo sequenziale come gestire, conoscere, attuare una passione che forse può sembrare un pò retrò e fuori tempo (lo sembrava anche a me quando avevo 25 primavere solamente) ma se hai una guida che ti mostra passo passo come fare tutto diventa più facile nella riuscita.  L'obbiettivo di questo blog,  è aiutare guidando passo passo verso la realizzazione graduale degli obbiettivi che ognuno pensa di raggiungere con la propria macchina artigianale.

Due frasi  che sono diventate slogan fra chi ha seguito le mie avventure maglieristiche :

Nessuno nasce imparato = porta pazienza, l'errore diventa il tuo miglior maestro

Non si finisce mai di imparare = l'umiltà di comprendere che oggi sai meno di domani anche se pensi di sapertela cavare alla grande.

Metto a disposizione la mia esperienza a titolo passionale  per coloro che non hanno paura a leggere lunghi post e siano disposti con umiltà a comprendere che non infili un filato nel tendifilo e sai lavorare, anche nella maglia a macchina vale il detto del telaio " montato l'ordito anche le capre sanno tessere", ovvero non è che possedendo una macchina sai costruire quello che la tua mente immagina.

La maglia a macchina è un'arte non un passatempo, diventa facilmente gestibile con la quotidianità e lo studio e l'apprendimento costante di informazioni, in questo blog troverete chi vi guida e mi rivolgo a coloro che ne sanno poco o niente o vogliono capire se investire su stessi per una passione futura.

Ci terremo compagnia e approfondiremo molti argomenti partendo proprio dalla necessità primaria: la macchina da maglieria indipendentemente dal modello.

Non tralascerò davvero il mio www.creazioni-or.it che proseguirà il suo cammino come sempre dal 2007 ma qui troverete tutto in forma sequenziale con l'unico scopo finale per me di mantenere viva la maglia a macchina.

Un sorriso a chi mi seguirà che sia qui o nel mio canale i youtube   e sparge la voce che esiste qualcuno che gratuitamente potrebbe ( il resto dipende da voi) aprire le porte ad un'arte fantastica che ognuno può esprimere liberamente secondo la sua visione di vita. OR



Corso di base livello "zero"

Per livello zero intendo " non conosco nulla ancora dell'arte della maglia a macchina" .  Scegliamo un momento sereno della gi...